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Progetto Cucina Etnica e Scambi Interculturali

Caritas Diocesana di Pozzuoli

Centro Studi per il Volontariato – Centro Ero Forestiero

 

Nel presentare la relazione conclusiva, credo sia doveroso ringraziare di cuore innanzitutto Antonio Giordano, che, da Assessore alle Politiche della Formazione della Provincia di Napoli, ha avuto l’idea ispiratrice ed ha sostenuto sempre con forza il progetto, fornendo preziosi suggerimenti. I ringraziamenti si estendono poi a Salvatore Manna ed a Salvatore Maresca, che hanno tirato le fila del progetto insieme al sottoscritto e con la preziosa, instancabile ed ineguagliabile presenza di Salvatore Ioffredo, impegnato nel coordinamento tecnico e nella cura dei rapporti tra corsisti e docenti, tutor ed esperti. A loro va il ringraziamento per la passione dimostrata, chi più chi meno, e soprattutto perché hanno creduto sin dall’inizio nelle capacità innovative riposte nell’iniziativa, che ha offerto veramente agli immigrati la possibilità di essere protagonisti. Grazie ai corsisti, alle ragazze del servizio civile, alle suore indiane ed a quanti hanno collaborato nelle diverse attività (tra gli altri, non si può non ringraziare il regista dello spot, Gennaro Testa, ed il curatore della scenografia della festa multietnica, Raffaele Ruggiero). Infine, non per ultimi, un ringraziamento va allo staff Caritas diocesana, al suo direttore don Fernando Carannante, al responsabile del Centro Ero Forestiero, diac. Gianpaolo Rocco, al referente di segnideitempi, Ciro Biondi, a chi ha curato lo spazio sul sito, Pasquale Arena, alla responsabile della segreteria, Maria Ricciardi, indispensabile punto di riferimento per tutti.

Carlo Lettieri

 PROGETTO CUCINA ETNICA

E SCAMBI INTERCULTURALI

  Premessa

La Caritas Diocesana di Pozzuoli che opera nella zona occidentale del comune di Napoli (quartieri di Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura e Soccavo) e nei comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, ha prestato sempre molta attenzione ai problemi degli extracomunitari soprattutto dall’apertura del Centro d’accoglienza per immigrati “Ero Forestiero” avvenuta nel 1997.

 Il progetto “Cucina Etnica e Scambi Interculturali” promosso dall’Assessorato alle politiche della Formazione della Provincia di Napoli, ha permesso di rispondere alla missione della Caritas stessa, ma mettendo gli italiani nella condizione di corsisti e gli extracomunitari nelle vesti di docenti, questo nella convinzione che occorre attivare azioni concrete utili a favorire la piena integrazione degli immigrati, a partire dalla valorizzazione del loro bagaglio culturale.

 Il progetto è partito dalla constatazione della forte presenza di immigrati nel territorio della Provincia di Napoli, tenendo in considerazione il Dossier Statistico Immigrazione 2003 della Caritas dove si evinceva che gli extracomunitari rilevati a fine 2002 costituivano il 60% delle presenze complessive della Campania, dati ripresi anche nel recente Dossier Statistico Immigrazione 2004. Si registra, infatti, una forte pluralità di comunità soggiornanti ed anche per quanto riguarda la “ristorazione etnica” vi è una presenza diversificata: il progetto in questione ha preso poi in considerazione le etnie che hanno fatto registrare una maggiore presenza sul territorio provinciale nel citato Dossier Statistico.

 Il progetto è stato portato avanti dalla Caritas Diocesana di Pozzuoli, con il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, di realtà rappresentative degli immigrati e del non-profit, sotto la guida della Provincia di Napoli. La Caritas Diocesana di Pozzuoli ha curato anche i rapporti amministrativo-contabili del progetto.

 La scelta delle etnie è arrivata dopo un lavoro di ricerca accurato e preciso, vagliando attentamente i dati in nostro possesso: la comunità araba, quella slava ed est europea e infine la srilankese, hanno risposto appieno alle esigenze previste dal progetto. Così, utilizzando tutti i canali a nostra disposizione, sono stati contattati i docenti, gli esperti ed i tutors: tutti si sono subito dimostrati entusiasti dell’esperienza che gli prospettavamo.  

Hanno preso parte al progetto:

-         per la comunità araba: i signori Suleiman Omar, Achit Henni Kheira come cuochi, la tutor Zaifa Reem e l’esperta Fatayer Souzan;

-         per la slava ed est europa, le signore Plotnikova Olha e Wysocka Monika Anna come cuoche, la tutor Hasani Anila e l’esperta Chulinda  Raisa;

-         infine per la srilankese hanno partecipato, Yansz Mary Therese Bernardeth e Awthwatta Chithra come cuoche, la tutor  Suman-gkalasombad Tadsana e l’esperto Nanayakkara Appuge Chandrasiri.

 

Il successo dell’iniziativa si può evincere dalla forte partecipazione e dall’assidua presenza degli stessi corsisti lungo tutto il percorso formativo. Da evidenziare che è pervenuto un numero largamente superiore di iscrizioni rispetto ai partecipanti sopra indicati (di cui si allega un prospetto relativo ai nominativi ed alle presenze) e, nel corso del progetto stesso, molte persone hanno manifestato l’interesse ad iscriversi ad un eventuale prossima iniziativa del genere.

Ø     Obiettivi

 Nello specifico, il progetto è stato finalizzato a promuovere la multiculturalità, ossia la conoscenza di culture “diverse” e l’interscambio tra italiani ed immigrati presenti sul territorio metropolitano di Napoli.

 In particolare, si è voluto avvicinare la collettività locale alle diverse forme di gastronomia delle etnie maggiormente rappresentate sul territorio (araba, orientale, est europea), consentendo così anche la conoscenza delle tradizioni e della cultura di questi paesi.

 E’ stata inoltre offerta l’occasione innovativa di realizzare un progetto nel quale gli immigrati siano realmente protagonisti, ricoprendo tutti i ruoli previsti e rivolgendo i percorsi formativi agli italiani.

 

Ø     Destinatari

 Il progetto è stato rivolto alla cittadinanza e ad operatori del mondo del volontariato e del settore pubblico, nonché ad operatori del settore ristorazione ed anche agli immigrati di etnie diverse, interessati a sviluppare sia la conoscenza delle diverse tradizioni culinarie individuate ed a favorire l’integrazione culturale, individuando nella gastronomia un veicolo privilegiato di comunicazione e di socializzazione.

 Per ogni forma gastronomica è stato tenuto un corso di cucina. I corsi erano rivolti ad un massimo di 20 partecipanti, ma vista la forte affluenza, la Caritas Diocesana di Pozzuoli ha ritenuto opportuno allargare la partecipazione, facendo comunque attenzione che l’aumento numerico non pregiudicasse lo svolgimento qualitativo ed interattivo del corso. 

Ø     Metodologia

Il progetto è stato portato avanti grazie alla costituzione di un coordinamento del progetto stesso ed alla collaborazione di operatori fortemente impegnati nel settore dell’immigrazione, rappresentativi di diverse realtà, e degli immigrati stessi. A loro, infatti, è stato riservato un ruolo particolarmente attivo in tutte le fasi del progetto: nella progettazione, nella promozione e nell’organizzazione degli eventi di lancio e di chiusura del progetto, come docenti nei corsi di cucina e come tutors che sono stati impegnati per un’azione di mediazione culturale verso i partecipanti e per la preparazione e la conduzione delle attività realizzate.

      I programmi formativi hanno previsto lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche sulle diverse tradizioni culinarie. In particolare, le lezioni teoriche, dopo una prima fase introduttiva per facilitare l’approccio con le tradizioni culturali dell’etnia scelta, così come previsto nel progetto, hanno trattato nozioni basilari della relativa cucina (materie prime, tecniche, ricette base, piatti tipici, etc.).

 Nel dettaglio, sono stati realizzati tre corsi, uno per ogni etnia, di sessanta ore divise in quattro mesi (nel periodo da marzo a giugno 2004). In accordo con le disponibilità dei docenti e le richieste dei corsisti, sono stati individuati tre giorni (mercoledì, venerdì e sabato) ed è stato fissato un orario che ha risposto a tutte le esigenze manifestate (realizzando i diversi corsi in due momenti alternati).

 Le tre ore di ogni giornata (escludendo i momenti di accoglienza e di pausa tra la parte teorica e la parte pratica) erano poi così suddivise: 75 minuti circa sono stati dedicati alla realizzazione pratica di una ricetta tipica di una cultura. Gli allievi ed i docenti si sono integrati perfettamente nella lavorazione della pietanza, alternandosi nei vari processi di preparazione ed integrando il tutto con delle spiegazione utili ad illustrare l’eventuale storia legata a tradizioni o a cerimonie religiose (in particolare si veda il caso della cucina araba).

 Questo impegno è stato condotto egregiamente dai cuochi, i quali hanno dimostrato anche grandi capacità di divulgatori. A loro si alternavano i tutor che mantenevano le file dei discorsi facendo da tramite tra i corsisti e la struttura organizzativa del corso, anche con azioni di verifica intermedia delle attività svolte e delle esigenze manifestate.

 Un discorso a parte meritano gli esperti, che in accordo con l’organizzazione generale del progetto, hanno realizzato delle lezioni ad hoc (realizzate nelle ore dei corsi dedicati agli aspetti teorici), nelle quali si è partiti dalla conoscenza di base della storia dei paesi di origine, soffermandosi su curiosità e anche su di un mini vocabolario, fino ad illustrare cerimonie più complesse, come il rito funebre o il matrimonio (tutto il bagaglio culturale fornito, le ricette, le lezioni tenute ed le sensazioni espresse dai corsisti sono poi state racchiuse nella pubblicazione “Il ricettario culturale”).

          Il progetto, così come previsto, è stato pubblicizzato con una conferenza stampa (che si è svolta il 13 marzo 2004 nel palazzo della Provincia a Napoli), tramite mass-media (la rassegna stampa effettuata dimostra come l’iniziativa sia stata ripresa da numerose testate di livello locale e nazionale) e con la realizzazione di materiale promozionale (brochure e sito, con la realizzazione di uno spot che ha suscitato grande interesse anche per i contenuti espressi a favore dell’integrazione socio-culturale degli immigrati): si è voluto, infatti, prestare particolare attenzione alla promozione del progetto e delle iniziative realizzate, curando la diffusione delle esperienze raccolte dai partecipanti e dagli immigrati coinvolti durante la realizzazione del progetto, dando risalto alla diffusione dei risultati conseguiti con relazioni in itinere ed una verifica finale (molto apprezzato un “diario di bordo” pubblicato sul sito).

      Sono stati realizzati un incontro all’inizio del progetto ed una manifestazione pubblica di degustazione a conclusione dell’iniziativa stessa, che si è sviluppata in una festa in Villa Avellino a Pozzuoli, nella quale sono stati presentati alcuni piatti etnici preparati dai cuochi ed anche dagli stessi corsisti.

     La festa multietnica finale è stata arricchita da uno spettacolo proposto dalle etnie coinvolte nel progetto: canti e danze tradizionali, rappresentate con costumi tipici, hanno reso particolarmente suggestiva la serata trascorsa.

    

Ø     Fasi del progetto

 Il progetto è stato suddiviso in tre fasi operative:

 FASE DI START-UP (due settimane)

      Nelle prime due settimane dall’approvazione del progetto sono state realizzate, come previsto: l’attivazione del coordinamento del progetto costituito dai rappresentanti di ogni organizzazione coinvolta e dalla Provincia di Napoli; l’identificazione degli immigrati tutors e docenti per i corsi di cucina; dando ampia diffusione ai percorsi formativi individuati per la sottoscrizione delle domande di partecipazione ai corsi, grazie ai mezzi di comunicazione, ad Internet ed alla realizzazione di materiale promozionale specifico.

 FASE DI ATTUAZIONE (2 mesi)

      Il percorso formativo ha previsto l’attivazione di un corso di cucina per ogni forma gastronomica scelta, ciascuno della durata di 60 ore, articolato in 5 ore settimanali, divise in 2 giornate.

      La sede utilizzata per i corsi e per la realizzazione degli eventi di lancio e di verifica del progetto, è stata indicata nel Centro Ero Forestiero di Pozzuoli, una struttura dotata dei requisiti idonei: esperienza nel settore immigrazione (attiva dal 1997), impegnata nella cura dell’accoglienza e nella realizzazione di percorsi di multiculturalità (corsi di lingua e di economia domestica, giornale d’attualità sociale e culturale segnideitempi, convegni e campagne di sensibilizzazione), dotata di aule attrezzate per le lezioni teoriche e pratiche (auditorium, mensa, cucina), facilmente raggiungibile con i mezzi di trasporto e con ottime possibilità di parcheggio per le auto.

      In merito ai corsi, dopo la conferenza stampa del 12 marzo di cui abbiamo fatto cenno prima, si è svolto un incontro iniziale unico per tutti e tre i percorsi formativi, tenuto nel Centro Ero Forestiero il pomeriggio del 24 marzo alla presenza dell’Assessore alle politiche della Formazione della Provincia di Napoli, del direttore della Caritas Diocesana di Pozzuoli e di rappresentanza di realtà sindacali e del volontariato locale. L’incontro ha costituito la prima occasione per gli immigrati coinvolti nel progetto quali docenti, tutor ed esperti, di essere i primi protagonisti, curando gli interventi e presentando il percorso formativo ai presenti.

 

     Le date delle lezioni, che si sono svolte tutte nel Centro Ero Forestiero, sono state le seguenti (si allega un prospetto delle presenze registrate):

-         Corso cucina orientale: 25, 27 e 31 marzo, 3, 7, 10, 14, 17, 21, 24 e 28 aprile, 1, 5, 8, 12, 15, 19, 22, 26 e 29 maggio, 1 e 5 giugno;

-         Corso cucina slava: 26 e 27 marzo, 2, 3, 9, 10, 16, 17, 23, 24 e 30 aprile, 1, 7, 8, 14, 15, 21, 22, 28 e 29 maggio, 4 e 5 giugno;

-         Corso cucina araba: 25, 26 e 31 marzo, 2, 7, 14, 16, 21, 23, 28 e 30 aprile, 5, 7, 12, 14, 19, 21, 26 e 28 maggio, 1 e 4 giugno.

 L’entusiasmo riscontrato nella quasi totalità dei partecipanti ha permesso anche di realizzare degli incontri nelle giornate del 23 e 24 giugno nel quale gli stessi corsisti hanno collaborato attivamente nel Centro Ero Forestiero con docenti e tutor nella preparazione della festa multietnica finale realizzata la sera del 25 giugno in Villa Avellino (particolarmente coinvolgente il clima che si era creato in quest’ultimo giorno nel centro, dove molti corsisti si sono intrattenuti dalla mattina per tutta la giornata, così da preparare insieme dei piatti per la festa con le ricette studiate).

          Durante tutto l’arco del progetto è proseguita anche l’azione di promozione del progetto tramite i mass-media ed Internet (sito e newsletter).

 FASE DI PRESENTAZIONE DEI RISULTATI (2 settimane)

      Nelle due ultime settimane, con il pieno coinvolgimento dei partecipanti ai corsi, del coordinamento del progetto, dei tutors e dei docenti, come illustrato prima, è stata organizzata una manifestazione pubblica (una festa multietnica, di cui già accennato, con degustazione di piatti tipici e spettacolo caratteristico).

      Ovviamente in merito alla promozione dell’evento conclusivo ed ai risultati conseguiti, si evidenzia che si è avuta una partecipazione alla manifestazione pubblica soprattutto di tante persone comuni, richiamate dalla campagna promozionale capillare e dalla curiosità di assistere ad uno spettacolo etnico.

     Significativa è stata la partecipazione di diversi rappresentanti istituzionali (l’Assessora all’Immigrazione della Regione Campania, l’Assessore alle Politiche della Formazione della Provincia ed Assessori del Comune di Pozzuoli), nonché di esperti del settore, ottenendo un ottimo coinvolgimento delle organizzazioni attive nel settore immigrazione e in ambito sociale e culturale nel territorio metropolitano di Napoli e nella più vasta area regionale. Infatti, è stata particolarmente curata l’azione di diffusione di tutte le fasi dell’iniziativa con azioni promozionali tramite i mass-media e grazie all’uso di Internet (sito e newsletter).

  La conclusione del progetto, in effetti, viene indicata nella giornata del 29 ottobre quando si è svolto l’ultimo incontro con i docenti, tutor ed esperti. Incontri tra tutti gli operatori coinvolti nel progetto, insieme al coordinamento tecnico del progetto in rappresentanza della Provincia e della Caritas diocesana di Pozzuoli, si sono svolti periodicamente, secondo una metodologia operativa già descritta prima.

Conclusioni

 Da quanto illustrato, possiamo sottolineare che l’idea di rendere protagonisti gli immigrati e la loro cultura, rivolgendo i corsi alla cittadinanza e ad operatori del mondo del volontariato e del settore pubblico, nonché agli immigrati di etnie diverse, è apparsa positiva e particolarmente utile per la realizzazione dello scopo di fondo riposto nel progetto, la promozione dell’interculturalità, grazie alla realizzazione di un percorso formativo sicuramente innovativo e costruttivo.

Il desiderio espresso dai partecipanti al corso di ripetere l’esperienza vissuta ci spingono ad ipotizzare la possibilità di riproporre il progetto, anche per rispondere alle numerose richieste di partecipazione giunte a corso iniziato, così come prima evidenziato, e per consolidare la buona prassi del lavoro comune tra Ente pubblico ed organizzazioni del volontariato promossa dalla Provincia di Napoli anche con questo progetto.

Appare tuttavia fondamentale, nel caso di una riproposizione del progetto, intensificare ulteriormente le attività di promozione concentrando maggiori sforzi economici in merito agli eventi di lancio e di chiusura del progetto stesso.

Progetto Cucina Etnica e Scambi Interculturali