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Caritas Diocesana di Pozzuoli |
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CENTRO STUDI PER IL VOLONTARIATO OSSERVATORIO PERMANENTE DELLE POVERTA' E DELLE RISORSE |
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Osservatorio delle Povertà e Risorse "Dobbiamo inoltre acquisire un'adeguata competenza nella lettura dei bisogni, delle povertà, dell'emarginazione: un osservatorio permanente, capace di seguire le dinamiche dei problemi della gente e di coinvolgere direttamente la comunità ecclesiale in modo scientifico, non dovrebbe mancare in nessuna Chiesa locale". Che cosa è L'Osservatorio e' uno strumento attraverso il quale la comunità ecclesiale acquisisce una adeguata competenza nella lettura dei bisogni, delle povertà e dell'emarginazione del proprio territorio. Si caratterizza per essere uno strumento permanente capace di seguire dinamicamente l'evoluzione dei problemi e riconoscerli fin dal loro emergere; e' costruito su una solida base scientifica infatti la sociologia e altre discipline scientifiche sono applicate per la migliore comprensione dei cambiamenti nella società e al fine di saper coinvolgere direttamente sia la comunità ecclesiale sia laica. Perché L'Osservatorio rappresenta lo strumento grazie al quale la chiesa locale si avvicina alla gente, collocandosi in mezzo alle sofferenze e alle gioie, ai diritti e ai doveri, in particolare degli emarginati, promovendo un più autentico legame tra evangelizzazione e testimonianza. Dal punto di vista tecnico, un Osservatorio si giustifica solo se ha una dimensione almeno diocesana in quanto l'importanza di certi fenomeni, la possibilità di rilevarli fin dal loro nascere, Osservatorio. Le caratteristiche di base dell'Osservatorio sono state individuate in riferimento a quattro aspetti che si ritengono fondanti di qualunque attività organizzata: i valori di riferimento che orientano l'azione di osservazione; la mission del progetto Osservatorio, intendendo con questo termine il fine ultimo che si prefigge di raggiungere un Osservatorio delle povertà; le strategie di azione messe in campo per il raggiungimento degli obiettivi, all'interno di una specifica cornice di valori, le azioni possibili nell'ambito di tali strategie (vedi tabella 1 Schema operativo dell'Osservatorio delle povertà).è possibile soltanto per una dimensione territoriale sufficientemente ampia. Si tratta quindi di uno strumento duttile e agile, che va continuamente aggiornato, tenendo conto della propria collocazione nella comunità ecclesiale e civile. Caratteristiche L'Osservatorio non nasce già ben formato in tutte le sue parti e non può essere considerato come uno strumento totalmente determinato e definitivo. L'Osservatorio, essendo uno strumento "storico", è anche uno strumento "relativo", non definibile inizialmente in tutti i suoi dettagli. Esso va pensato e adattato alle situazioni concrete, che variano a seconda delle caratteristiche e delle risorse. Anche se non esistono prodotti finiti o modelli precostituiti, il riferimento alle indicazioni provenienti dal magistero della Chiesa e l'esperienza maturata nel corso di oltre un decennio di applicazione dello strumento sul territorio, consentono tuttavia di individuare alcune caratteristiche generali, che contribuiscono a definire l'identità di base dello strumento - Tab. 1 - Schema operativo dell'Osservatorio delle povertà
La storia La scelta preferenziale per i poveri non divenne automaticamente criterio ispiratore dei programmi pastorali, almeno per quanto riguarda la Chiesa italiana. Tuttavia, la riflessione in atto nella Chiesa italiana sul significato della propria presenza nella società e in particolar modo sulla propria vicinanza ai poveri, aveva ormai preparato il terreno all'idea dell'Osservatorio delle povertà, che venne formulata per la prima volta in occasione del convegno ecclesiale Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini, tenutosi a Loreto nell'aprile del 1985. Nella sintesi finale dei lavori, i vescovi evidenziavano la necessità di costituire degli "osservatori", per "cogliere i fenomeni allo stato nascente, collaborando con le strutture pubbliche che istituzionalmente ne hanno il compito e la preoccupazione". In modo ancora più puntuale, nel successivo documento La Chiesa italiana dopo Loreto, si ha il Primo riferimento di un certo significato all'Osservatorio delle povertà(cfr. Idee-forza, Ripartire dagli ultimi). Ripartire dagli ultimi "Bisogna decidere di “ripartire dagli ultimi”, che sono il segno drammatico della crisi attuale. Fino a quando non prenderemo atto del dramma di chi ancora chiede il riconoscimento effettivo della propria famiglia, non metteremo le premesse necessarie ad un nuovo cambiamento sociale. Gli impegni prioritari sono quelli che riguardano la gente tuttora priva dell'essenziale: la salute, la casa, il lavoro, il salario familiare, l'accesso alla cultura, la partecipazione. Bisogna, inoltre, esaminare seriamente le situazioni degli emarginati, che il nostro sistema di vita ignora e perfino coltiva: dagli anziani agli handicappati, dai tossicodipendenti ai dimessi dalle carceri o dagli ospedali psichiatrici. Perché cresce ancora la folla di "nuovi poveri"? Perché ad un'emarginazione clamorosa risponde così poco la società attuale? Le situazioni accennate devono entrare nel quadro dei programmi delle amministrazioni civiche, delle forze politiche e sociali che, garantendo spazio alla libera iniziativa e valorizzando i corpi intermedi, coinvolgano la responsabilità dell'intero Paese sulle nuove necessità. Con gli “ultimi” e con gli emarginati potremo tutti recuperare un genere diverso di vita. Demoliremo, innanzitutto, gli idoli che ci siamo costruiti: denaro, potere, consumo, spreco, tendenza a vivere al di sopra delle nostre possibilità. Riscopriremo fiducia nel progettare insieme il domani, sulla linea di una pacifica convivenza interna e di un'aperta cooperazione in Europa e nel mondo. E avremo forza di affrontare i sacrifici necessari, con un nuovo gusto di vivere". "La Chiesa italiana e le prospettive del Paese" [CEI 1981] Nel 1986, sentiti i vertici della Conferenza episcopale, la Caritas Italiana si assunse la responsabilità di promuovere gli Osservatori diocesani delle povertà. La promozione dello strumento Osservatorio venne attuata attraverso una sperimentazione nazionale avviata nella primavera del 1988 da alcune diocesi (in particolare Chiavari, Milano, Roma, Siena), con l'obiettivo di concordare e proporre su scala nazionale un metodo di lavoro ed un linguaggio univoci. |